L'inquinamento derivante dal rumore immesso nell'ambiente urbano dalle attività antropiche (sistemi di trasporto, industrie,attività ricreative ecc..) costituisce uno dei principali problemi ambientali.
Un’indagine Eurobarometro sull’ambiente del 1995, riportata nel Libro Verde, definisce il rumore come la quinta fonte di preoccupazione per l’ambiente locale dopo il traffico, l’inquinamento atmosferico, la salvaguardia del paesaggio, la gestione dei rifiuti, ma l’unica per la quale vi è stato un aumento di proteste da parte del pubblico dal 1992.
Altri studi stimano che il 20% circa della popolazione dell’Unione (circa 80 milioni di persone) è esposta a rumori diurni continuati in ambiente esterno, dovuti principalmente al traffico, che superano il livello di 65 dB(A), considerato come un limite di tollerabilità per gli individui; mentre altri 170 milioni (oltre il 40%) sono esposti a livelli di rumore compresi tra 55 e 65 dB(A),considerato quale valore di attenzione per cui si possono manifestare seri disturbi nel periodo diurno. L’inquinamento acustico è stato trascurato negli anni in quanto giudicato meno importante di altre problematiche ambientali quali l’inquinamento atmosferico, l’inquinamento delle acque, la gestione dei rifiuti.
Inoltre, è stato sempre considerato un problema di natura prettamente locale, nei confronti del quale c’è una diversa sensibilità da paese a paese della Comunità Europea, ma anche da regione a regione d’Italia, in funzione della cultura, delle abitudini di vita, ecc. Un altro fattore che ha generalmente portato a sottovalutare questo problema è dovuto alla natura degli effetti dell’inquinamento da rumore, che sono poco evidenti, subdoli, non eclatanti, come invece accade per le conseguenze di altre forme di inquinamento ambientale.
Recenti sondaggi confermano che il rumore è fra le principali cause del peggioramento della qualità della vita nelle città. In particolare, seppure la tendenza in ambito comunitario negli ultimi 15 anni mostri una diminuzione dei livelli di rumore più alti nelle zone più a rischio, contestualmente si è verificato un ampliamento delle zone con livelli definiti di attenzione, chiamate “zone grigie”, che ha comportato un aumento della popolazione esposta, annullando conseguentemente i benefici ottenuti in quelle aree a maggior inquinamento.
A partire dal 1995 con la pubblicazione della “Legge Quadro sull'inquinamento acustico” n° 447, dei suoi decreti attuativi e delle varie leggi acustiche regionali, si è assistito ad un fondamentale riordino della normativa in materia. Attualmente si è in presenza di una serie di provvedimenti orientati sia al divieto di attività rumorose, che alla prevenzione, al controllo ed al risanamento di criticità presenti sul territorio.
— La legge 447/95 indica la figura professionale del “Tecnico competente in acustica” come quella deputata alla redazione di documentazione in materia di acustica ambientale.
— Lo studio Zlab ha al suo interno vari tecnici competenti che possono garantire al cliente assoluta professionalità.
Numerosi vincoli normativi impongono l’adozione di prassi e metodologie atte a ridurre l’impatto ambientale di attività produttive e non, in termini di inquinamento di aria e acqua, rumore, vibrazioni, elettrosmog ed altro. Il quadro legislativo delineato in questi anni prevede un intervento massivo da parte delle pubbliche amministrazioni nel recepimento di tali disposizioni e nella messa in opera di strumenti di controllo e gestione del territorio quali la Zonizzazione acustica ed il regolamento comunale.
Attraverso tali strumenti l’amministrazione impone l’obbligo per le nuove imprese produttive di redigere valutazioni di impatto ambientale o di clima acustico, nonché introduce la necessità da parte di imprese edili di costruire nel rispetto dei requisiti acustici passivi minimi.