L'ipoacusia da rumore rimane la principale malattia di origine professionale registrata negli ultimi anni in Italia. Negli anni 2002-2004, infatti, le ipoacusie e sordità hanno rappresentato il 32% delle malattie professionali denunciate ed il 42% dei riconoscimenti, vale a dire i casi indennizzati e quelli definiti positivi senza indennizzo. (Fonte: Inail del 28.10.2005) Il decreto legislativo n° 195/06 prescrive misure per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione al rumore nonché ad agenti chimici e fisici durante gli orari lavoravi. Tale norma sancisce i limiti di esposizione e gli obblighi del datore di lavoro in caso del loro superamento al fine garantire il rispetto delle soglie imposte. La valutazione del rischio è affidata a personale competente. Nello specifico la norma prevede che nell'arco delle 8 ore lavorative il lavoratore non vanga esposto ad un LEP (Livello quotidiano di esposizione personale) superiore a 80 dB(A).
Da 80 a 85 dB(A) il datore deve informare il lavoratore riguardo i rischi derivanti da una eccessiva esposizione, e qualora il lavoratore lo richieda garantire una visita annuale di controllo. Da 85 a 87 dB(A) il datore è obbligato a garantire sia la visita di controllo che la fornitura di appositi dispositivi di protezione individuale (DPI). Oltre gli 87 dB(A) il lavoratore è obbligato ad indossare tali dispositivi; le zone in cui tali livelli sono raggiunti debbono esseremsegnalate adeguatamente.mZLab offre attraverso campagne di rilievi in opera, la valutazione dell'esposizione dei lavoratori al rumore, la certificazione del rispetto dei limiti normativi e lo studio e progettazione di opere di bonifica.